CONSOLIDAMENTO PAVIMENTAZIONE STRADALE – STRADA STATALE PONTINA (LT)

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CONSOLIDAMENTO PAVIMENTAZIONE STRADALE

Background

E’ stato richiesto un intervento di consolidamento del sottofondo della pavimentazione stradale per entrambe le corsie della carreggiata (una per senso di marcia) in corrispondenza del Km 81+400 ed in prossimità dell’attraversamento del Rio Martino per uno sviluppo in pianta di 5 m in lunghezza e di 10,2 m in larghezza. La sezione di pavimentazione stradale risulta essere dello spessore di 80 cm composto dalla seguente successione stratigrafica:

  • Strato di conglomerato bituminoso;
  • Strato di materiale stabilizzato;
  • Strato di ciottoli inerti.

Stato di fatto.

Il cedimento risulterebbe causato da un dissesto della sponda destra del Rio Martino a partire dal febbraio 2014. La pavimentazione stradale non presenta lesioni significative, tuttavia il dissesto ha generato una decompressione del terreno di appoggio con conseguente scollamento dello stesso dalla soletta di transizione. L’entità dello scollamento visibile è riconducibile ad un’ampiezza media di qualche millimetro (40 – 50 mm).

Il terreno di fondazione.

Il terreno di fondazione risulta caratterizzato da uno strato di materiale di riporto per uno spessore variabile compreso tra 1 e 2 metri. Al di sotto emerge la presenza di limi argillosi grigi e rossastri, moderatamente consistenti, con livelli sabbiosi nella parte più bassa fino a 4,7 m. Al di sotto seguono sabbie prevalenti, da moderatamente addensate a molto addensate – fino a 12 m dal p.c. e sabbie/sabbie limose fino a 26,5 m dal p.c. Infine, tra 26,5 e 30 m dal p.c. si hanno limi prevalenti, mediamente addensati.

Obiettivi d’intervento.

Il progetto d’intervento con iniezioni espandenti ha previsto un’area di 10,2×5 m a sua volta suddivisa in due distinti comparti operativi, ovvero una zona A, maggiormente interessata dal dissesto, con iniezioni espandenti a tre livelli interspaziati di 80 cm, ed una zona B, adiacente alla zona maggiormente decompressa, con iniezioni espandenti a due livelli, sempre interspaziati di 80 cm. Obiettivo il riempimento dei vuoti per il consolidamento omogeneo del sottofondo di pavimentazione. Preventivamente all’intervento di consolidamento della pavimentazione stradale mediante iniezioni espandenti è stato prevista la realizzazione di una paratia palificata e cordolo di collegamento, oltre che gabbioni armati di materiale inerte a valle del rilevato.

L’intervento GEOSEC.

Per non interdire totalmente il traffico, le operazioni di iniezioni espandenti sono state eseguite rapidamente in due tranche prevedendo la chiusura alternata delle due corsie anche grazie al prezioso supporto in cantiere della Polizia Stradale che ha fornito le necessarie condizioni di sicurezza alle nostre squadre operative.

Sono state quindi installate due stazioni di tomografia di resistività  che hanno  evidenziato la presenza di anomalie resistive al di sotto del pacchetto di pavimentazione stradale ovvero la presenza di volumi terreno con una maggior percentuale di vuoti con vantaggio di poter indirizzare in modo mirato le successive iniezioni espandenti laddove le caratteristiche meccaniche del terreno si sono rivelate più scarse. Detti risultati sono stati poi supportati dalle 4 prove penetrometriche Pre-Intervento eseguite per l’integrazione del modello geologico-geotecnico del sito. In particolare la DPM2 Pre-intervento, eseguita in corrispondenza dell’anomalia resistiva in zona di massima decompressione, ha evidenziato valori di portanza nulla e quindi vuoti fino a circa 2,7 m dal p.c.

Si è quindi proceduto a realizzare iniezioni espandenti per la zona d’intervento A in modo da trattare il volume di terreno compreso tra la quota appoggio del pacchetto stradale e i 3 m dal p.c., profondità alla quale si trova uno strato di terreno non interessato dal fenomeno di dissesto. I tre livelli di iniezioni sono stati quindi posizionati a 1.0/1.8/2.6 m dal p.c.

Grazie alla tomografia elettrica 4D è stato dunque possibile monitorare le iniezioni espandenti in corso d’opera e valutare le variazioni di resistività del terreno in tempo quasi reale.  L’aumento dei valori di resistività riscontrato durante l’intervento, considerando i valori di partenza tipici dei suoli argillosi, congiuntamente alle prove penetrometriche Post-Intervento hanno permesso di dimostrare una compattazione dei terreni trattati e quindi una riduzione dell’indice dei vuoti nonché un aumento dei valori di resistenza alla punta con una pressione ammissibile sullo strato fino a 5 volte superiore ai valori di partenza.

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