CONSOLIDAMENTO PAVIMENTO AEROPORTUALE (GO)

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CONSOLIDAMENTO PAVIMENTO AEROPORTUALE

AEROPORTO PIETRO SAVORGNAN DI BRAZZA’ – Ronchi dei Legionari (GO): LAVORI DI “RIQUALIFICA  STRUTTURALE DI PARTE DELLA PAVIMENTAZIONE RIGIDA DEL PIAZZALE DI SOSTA AEROMOBILI” MEDIANTE INIEZIONE CONTROLLATA DI RESINE ESPANDENTI.

L’obiettivo dell’intervento GEOSEC era posto  nella riqualifica strutturale di parte della pavimentazione rigida del piazzale sosta aeromobili dell’Aeroporto Friuli Venezia Giulia S.p.a. sito in Via Aquileia, 46 – 34077 Ronchi dei Legionari (GO) secondo le prescrizioni ENAC. Da un’attenta analisi delle condizioni pre intervento le lastre della pavimentazione rigida presentavano fenomeni di dissesto localizzati, prevalentemente in corrispondenza dei bordi delle lastre stesse. Le solette, furono realizzate nei primi anni ’80 in calcestruzzo, rinforzato con fibre di acciaio, di dimensioni 7.50 x 7.50 x 0.25 m;

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Stato di fatto.

Dagli studi preliminari la sezione d’appoggio in calcestruzzo è risultata essere costituita dai seguenti elementi:

  • Un primo strato definito “fondazione” formato da un misto lapideo granulare di spessore medio pari a circa h = 60 cm;
  • Un secondo strato definito “sottofondo” formato dal terreno d’imposta.

Nel 2003 e poi ancora nel 2013 una società specializzata aveva eseguito per la Committenza un rilievo del piazzale aeromobili finalizzato alla determinazione del PCN (Pavement Classification Number) e della vita residua dell’opera. Detta indagine è stata condotta tramite:

  • Rilievo stratigrafia con Ground Pentrating Radar (GPR)
  • Carotaggi
  • Prove deflettometriche con Heavy Weight Deflectometer (HWD).

Le risultanze ottenute a servizio delle analisi progettuali avevano messo in evidenza le seguenti criticità:

  • Vita residua della pavimentazione molto limitata
  • PCN scarso e non uniforme
  • punti di forte attenzione a bordo lastra
  • Fessurazioni e fratture delle lastre in CLS evidenti

Obiettivo dell’intervento.

L’obiettivo drlla Committenza era posto nel miglioramento del parametro PCN e conseguentemente del modulo elastico della fondazione “E2” e laddove necessario in corso d’opera anche del modulo elastico del sottofondo “E3”, con conseguente miglioramento del modulo elastico della sezione d’appoggio della lastra di pavimentazione nel suo complesso “Ee”. Inoltre si domandava all’azione consolidante della resina espandente di raggiungere i seguenti effetti:

  • Riempimento dei vuoti (laddove rilevati);
  • Spiazzamento di acqua interstiziale (laddove rilevata);
  • Aggregazione del materiale granulare della fondazione;
  • Miglioramento delle caratteristiche geotecniche del sottofondo.

Ulteriori indagini preliminari.

Preliminarmente all’intervento si è ritenuto opportuno ripetere una nuova indagine tecnica di dettaglio dell’area definita “APRON TAXIWAY” della superficie di 2.700 mq laddove in precedenza la Committenza aveva riscontrato per quest’area la presenza disordinatamente distribuita di valori di portanza inferiori alla soglia minima, ovvero secondo le prescrizioni della metodologia ACN/PCN (PCN = 55). L’obiettivo della nuova campagna prove è stato quello di rilevare in modo mirato la presenza di vuoti posti al di sotto della lastra in cls, la presenza di terreni meccanicamente scadenti e valori di PCN puntuali per ogni singola lastra in cls, così come previsto dalle normative vigenti in materia così da poter definire un intervento mirato per ogni singola lastra.

Video: La parola ai tecnici.

L’intervento GEOSEC.

FORATURA

In funzione delle risultanze delle indagini preliminari è stata dunque appositamente progettata una griglia di piccoli fori verticali eseguiti a mano mediante apposti trapani elettrici portatili del tipo Martelli perforatori con sistema antivibrazione AVT MAKITA (diametro foro = 10/25 mm). Detti fori hanno attraversato la lastra in calcestruzzo per permettere una permeazione della resina filtrante con effetti riscontrabili fino agli strati di fondazione e/o all’esigenza anche dello strato di sottofondo.

In prossimità delle linee di giunto (ovvero nei punti presumibilmente più “deboli” della struttura e spesso oggetto di infiltrazioni di acque meteoriche dovute proprio al normale deterioramento dei giunti medesimi e conseguentemente soggetti alla creazioni di vuoti e/o macro vuoti) è stata pianificata l’esecuzione di  linee di fori dedicati. All’interno dei fori sono state inserite cannule per la successiva iniezione di resina espandente e posizionate in modo da interessare sia lo strato di fondazione che di sottofondo. Infine attraverso le cannule è stata iniettata la resina GEOSEC auto espandente. Una griglia di fori ad interasse 0,50 – 1,50 mt è stata poi realizzata per i fori posti al centro delle lastre.

Monitoraggio delle lastre DI PAVIMENTAZIONE

Solo al fine di evitare sollevamenti impropri, fermo restando il criterio unico di validazione dell’intervento unicamente pianificato sul raggiungimento di un valore PCN minimo, si è ritenuto utile implementare un apposito sistema di monitoraggio mediante comparatori digitali centesimali con risoluzione pari a 0,01 mm. L’impianto è stato poi integrato da sensori potenziometrici di posizione e temperatura collegati direttamente ad un data logger dedicato che consentirà vantaggiosamente di poter registrare eventuali variazioni.

RESINA PER INIEZIONE

Per l’intervento in oggetto è stato applicato il sistema poliuretanico auto espandente commercialmente denominato MAXIMA®. Trattasi del formulato chimico Top della Gamma del gruppo GEOSEC® prodotto con materie prime di elevata qualità e di primaria scelta sul mercato (ISO9001 – ISO17020).  Trattasi di un sistema (resina) mini invasivo che ben permea nelle cavità e nelle diramazioni dei vuoti ideale per il caso in esame. A reazione chimica ultimata la resina garantisce caratteristiche di semplice inerte senza arrecare effetti inquinanti all’ambiente nel pieno rispetto del D. Lgs. 152/06 allegato 5 parte IV e s.m.i.

MAXIMA® risulta conforme alle regolamentazioni Europee che disciplinano questa famiglia di prodotti ed in particolare non contiene composti pericolosi per l’uomo o per l’ambiente elencati nei regolamenti e nelle direttive Europee.

INDAGINI E PROVE DI SUPPORTO ALL’INTERVENTO

Le prove deflettometriche sono state eseguite con deflettometro a massa battente tipo Dynatest 8082 – Heavy Weight Deflectometer – HWD. L’indagine Geofisica E.R.T. (Electrical Resitivity Tomography) sarà eseguita con strumento di acquisizione SYSCAL PRO 48 prodotto da IRIS® Intruments.

ORGANIZZAZIONE DI CANTIERE

I lavori sono stati eseguiti in orario notturno senza interferire con la normale attività operativa della stazione. Il personale GEOSEC impiegato era in possesso di tutti i requisiti di sicurezza necessari per l’accesso alle aree di lavoro.

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