Di addio a micropali e palificazioni con Geosec!
La tecnica di consolidamento dei terreni di fondazione con iniezione di resina espandente spesso è un ottima alternativa a quella più tradizionale dei pali o micropali.
Queste ultime per loro caratteristiche necessitano di essere applicate solitamente sull'intero perimetro strutturale dell'edificio e comunque nascono per trasferire i carichi dell'edificio a strati più compatti di terreno situati in profondità.
É bene però chiarire che il volume di terreno che sostiene l'edificio è generalmente quello prossimo alla base di fondazione la dove si concentra la maggioranza dei carichi della struttura fuori terra.
Questo volume di terreno coincide con il "bulbo delle pressioni", ovvero quella porzione di terreno deputata a sopportare la gran parte dei carichi della costruzione. Questo volume in generale dipende dalla tipologia della fondazione e dalla sua geometria.
Sulla base di queste prime informazioni un tecnico qualificato è in grado di valutare quale porzione di terreno sottostante la nostra fondazione e sopratutto fino a che profondità, è chiamato a sostenere nel tempo l'edificio. Se dunque dopo aver individuato questo volume di terreno, e dopo aver acquisito le sue caratteristiche meccaniche e ovvero la sua capacità di sostenere o meno un determinato carico con adeguate prove e indagini geologiche, si verifica non essere sufficiente per l'edificio, ecco allora che è possibile procedere alla risoluzione del problema in due differenti modi.
Il primo è appunto quello di progettare e realizzare dei pali di fondazione che permettono di superare questo volume di terreno insufficiente e appoggiare la fondazione su strati più adeguati e profondi, l'altro è quello di intervenire direttamente sul volume di terreno di fondazione migliorandone la sua prestazione meccanica e la sua capacità a sostenere il costruito. In quest'ultimo caso ben si pongono le iniezioni di resine espandenti, che iniettate in modo mirato nel terreno di fondazione permettono di risolvere efficacemente il problema, compattando il terreno, spiazzando e riducendo acqua interstiziale in eccesso, riducendo efficacemente i vuoti spesso causa di cedimenti. Al termine di questo trattamento di consolidamento l'edificio potrà appoggiare su di un volume di terreno più compatto e adeguato a sostenere l'intero edificio.
Da ultimo è bene osservare che le tecniche di micropalo e palificazione necessitano spesso di opere complementari che servono ad ottenere un adeguato collegamento tra i pali stessi e la struttura di fondazione esistente.
Questo significa che spesso occorre realizzare travi di collegamento e rinforzi delle strutture di fondazione tali da poter accogliere e rendere funzionali i pali nel terreno. Per fare questo occorrono spesso opere di scavo e muratura che comportano ragionevolmente costi e tempi maggiori delle tecniche di consolidamento dei terreni con iniezioni di resine espandenti.
La tecnica messa a punto da Geosec dunque si dimostra assai meno invasiva.
Non vi sono micropali da fissare alle fondazioni, dunque i piccoli fori praticati nel terreno hanno il diametro di pochi centimetri perché tali dimensioni sono sufficienti per inserire le cannule che devono permettere l'iniezione della resina nel terreno, la quale andrà a colmare gli "spazi vuoti" del sottosuolo riducendo notevolmente o eliminando il cedimento in atto.
Inoltre la presenza costante di un geologo specializzato sul cantiere per tutta la durata dei lavori è garanzia di competenza e professionalità.
Il Geologo di cantiere infatti tiene monitorata tutta la procedura di lavoro e sovrintende ad ogni lavorazione della squadra operativa. In particolare gestisce e conduce personalmente tutte le prove e le indagini geologiche prima, durante al termine dei lavori per pianificare, controllare e validare ogni intervento secondo la regola dell'arte (nel rapporto Geosec/Clienti) certificata a norma UNI EN ISO IEC 17020 presso ICMQ il più importante istituto di controllo, ispezione e certificazione del comparto edilizia in Italia.
Perchè il terreno cede?
Il primo passo fondamentale per la risoluzione dei problemi di cedimento del terreno è l'analisi delle cause che hanno generato il dissesto. Generalmente sono due le condizioni principali che possono favorire l'innesco di un cedimento differenziale del terreno: la prima dipende da variazioni del carico dell'edificio ogni volta che si eseguono delle modifiche strutturali tali da scaricare nuovi carichi al terreno di fondazione. La seconda condizione dipende invece da mutazione degli equilibri propri del terreno sottostante l'edificio.
Quando per ragioni antropiche o naturali il terreno viene disturbato fino al punto di non poter più sostenere efficaciemente la fondazione ecco che si manifestano i cedimenti. In questa ultima situazione spesso sono radici di piante d'alto fusto vicine all'edificio che possono causare cedimenti nel tempo, oppure dilavamenti del terreno per causa di perdite fognarie o infiltrazioni d'acqua naturale, allo stesso modo vibrazioni da traffico veicolare intenso, scavi limitrofi all'edificio possono favorire fenomeni localizzati di cedimento del terreno.
Per risolvere questo genere di problemi sono note diverse tecniche di intervento. Le più note sono le palificazioni che permettono, quando possibile, di superare gli strati di terreno meccanicamente insufficenti e appoggiare l'edificio su orizzonti litologici più profondi.
Oppure, quando non è possibile palificare la fondazione dell'edificio, si può intervenire allargando e rinforzando la base di fondazione originaria, in questo modo si potrà ridurre il carico per unità di superficie trasferito al terreno di fondazione.
Nell'ambito poi delle tecniche di consolidamento sono ormai note le iniezioni nel terreno. Queste tipologie d'intervento devono rispettare la norma tecnica Europea EN 12715 e si suddividono in jet grouting (iniezioni di cemento ad alta pressione) oppure iniezione di eco-resine poliuretaniche a rapida espansione e a diffusione libera nel terreno.
Queste ultime hanno il vantaggio di essere molto rapide nella posa e nella presa, non necessitano di scavi e vibrazioni, sono sufficenti fori di piccolo diametro per inserire la resina (non ad alta pressione) nel terreno, sono eco-compatibili e ridonano una buona compattazione al terreno grazie alla riduzione dei vuoti e allo spiazzamento dell'acqua interstiziale in eccesso.